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<title>Blog acquistare all'estero online di TomShopper.com </title> 

<link>http://www.tomshopper.com/weblog/</link> 

<description>Il blog di TomShopper.com per chi vuole acquistare all'estero</description> 
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<title>Gioelli all'asta in dollari: Bidz.com ! </title> 
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 Tra le gioielleria online con valuta in dollari vi segnaliamo il più importante sito di gioielli all'asta: Bidz.com. I gioielli sono autentici al 100% e quasi tutti sono nuovi di zecca: gioielli, orologi, occhiali da sole e altri accessori di marchi leader, tra cui Fabergé, Di Modolo, Gucci, Chanel, Carrera y Carrera, Valentino, Versace, e molti altri. 
Provate la sensazione e l'eccitazione di una vera asta con Bidz.com che garantisce che tutte le inserzioni e gli oggetti siano al 100%, come da descrizione. Se si dovesse ricevere un articolo che non è come descritto, vi sarà rimborsato il 100% del prezzo di acquisto, più eventuali spese di spedizione sostenute.
Le tariffe di spedizione variano in base al peso dimensionale e non valore della merce. Per gli articoli di valore contenuto (intorno ai $ 300.00) e non di grande dimensione ci si avvale del servizio “FIMS Servizio FedEx” (FedEx International Mail Service) sarà spedito a un centro di smistamento FedEx nel New Jersey. I pacchetti vengono poi inviate al vostro paese per essere consegnati dal locale ufficio postale. La consegna è 3-4 settimane.
Per gli altri oggetti ci si affida a FedEx Economy, che richiede normalmente 7-10 giorni lavorativi in transito (possono variare a causa della dogana) e fino ad altri 5 giorni lavorativi.
Durante l'alta stagione, il vostro ordine potrebbe richiedere più tempo per la spedizione. Potete sempre seguire il vostro ordine online una volta che è stato spedito. Un numero di tracking può essere ottenuto in “View My Orders” nel My Bidz Control Center. 
Visitate il sito Bidz.com !
 
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<title>Investimento immobiliare estero? In Kenya è un affare!</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=10 </link> 
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 Un'ottima opportunità per chi ha deciso di investire all'estero. Il Governo del Kenya ha avviato recentemente un'attività di liberalizzazione economica per incentivare gli investimenti dall'estero.
I potenziali acquirenti sono tanti. Pensiamo ai tantissimi i turisti che ogni anno decidono di trascorrere le loro vacanze in Kenya e rimangono affascinati dalla varietà delle attrattive naturalistiche offerte, scelgono di acquistare casa in questo splendido territorio. 
Investire in Kenya può rappresentare oggi un ottimo affare: questo paese è uno dei più belli dell'Africa, con un clima tropicale mitigato dall'influsso dell'Oceano Indiano e con spiagge da cartolina, in un paesaggio unico e suggestivo.
Molti immobili in Kenya sono al momento in costruzione, pronti ad essere acquistati soprattutto da investitori stranieri. Tanti sono i vantaggi legati all'acquisto di una una casa nel territorio keniota: i privilegi fiscali per gli investitori che rientrano nel Programma EPZ (Export processing zones), esenzione dei dazi doganali per l'ingresso nel paese di effetti personali e la detrazione del 60% sugli investimenti nell'industria manifatturiera e alberghiera, tutte agevolazioni fortemente volute dal Governo del Kenya.
Nyumba Baharini Village è uno splendido villaggio in costruzione, composto da 22 unità immobiliari e situato Nyumba Baharini Village, a pochi passi da una delle più splendide spiagge sull'Oceano Indiano e del mondo, immerso nella natura incontaminata e con un panorama unico e suggestivo.
Rappresenta un vantaggioso affare per chi è interessato ad investire nel continente africano. Le ville sono in architettura keniota, perfettamente in sintonia con l'ambiente e la natura circostante. Dopo la firma del compromesso d'acquisto, la Melina Investment offrirà *una settimana di soggiorno gratuito* per due persone presso un villaggio turistico nelle vicinanze del Nyumba Baharini Village.
Sei interessato a comprare una casa in Kenya? Richiedi maggiori informazioni alla Melina Investment, ti verranno forniti tutti i dettagli e le informazioni necessarie per dare il via alle procedure d'acquisto. 
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<title>Le garanzie negli acquisti all'estero dei prodotti in dollaro</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=9 </link> 
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 Oggi, sebbene il dollaro abbia ripreso vigore rispetto all'euro, sono ancora molti coloro che ricercano buoni affari nei siti e-commerce statunitensi o comunque legati alla divisa americana, senza considerare che in questo modo vi è la possibilità di farsi recapitare novità tecnologiche o prodotti ancora non presenti nel nostro mercato.
Non sono molti i siti che spediscono in Italia. Prima di tutto occorre verificare le condizioni contrattuali di questi negozi, in quanto non vi è una regola uguale per tutti. In caso di guasto l'unica garanzia che può essere fatta valere è quella del produttore, in quanto non si applica la legge europea. Contattate il servizio clienti oppure l'assistenza della marca produttrice per sapere esattamente cosa succede in caso di guasto o difetto della merce. Altrimenti, potrà succedere di dover rimandare i prodotti acquistati negli Stai Uniti, con spese davvero ingenti: un pacco da 1 a 3 chili, ad esempio, costa 46,70€ con le Poste.
Nel calcolo dell'opportunità dell'acquisto bisogna sempre considerare anche i dazi doganali e l'IVA. Naturalmente ci sono anche costi di spedizione. Occhio quindi!
 
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<title>Acquistare la seconda casa all'estero ora si può</title> 
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 La crisi economica internazionale sta provocando una brusca caduta nei prezzi degli immobili all'estero, ormai scesi al minimo storico degli ultimi anni, al contrario dell'Italia dove le quotazioni tengono. 
Il prezzo degli immobili all'estero è diventato accessibile a tutti. Di conseguenza, c'è chi decide di rivolgersi a una agenzia d'affari internazionale per investire la propria liquidità in una seconda casa a Dubai, nell'Est Europa, negli Stati Uniti, in Inghilterra o in Spagna. L'agenzia fornisce tutte le informazioni indispensabili all'acquisto in un paese estero, seguendo passo dopo passo in tutte le pratiche tecniche e burocratiche necessarie a far diventare l'investimento immobiliare sicuro e redditizio. In molti casi, alla convenienza del minore prezzo delle case all'estero si aggiunge anche un carico d'imposta più leggero sul valore del patrimonio immobiliare.
Ad esempio,negli Stati Uniti la crisi dei mutui del 2008 ha causato un rapido ribasso delle quotazioni degli immobili. Invece a Dubai un appartamento bilocale può essere acquistato oggi con 60 mila euro, l'equivalente del costo di un box auto a Roma, altrimenti ci sono ottimi immobili di pregio, situati in zone di prestigio, ottimamente arredati, dotati di Piscine private sul tetto, Palestra, Sauna e tutti i servizi di prima categoria. 
 
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<title>Immobili negli Stati Uniti: acquisti dall'estero in calo!</title> 
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 Negli Stati Uniti, fino a pochi mesi fa, lo sconto valutario favoriva l'avvicinarsi di speculatori immobiliari esteri, tanto che un terzo dei nuovi progetti residenziali a New York e più della metà delle offerte immobiliari di alcuni quartieri di Miami erano d'appannaggio degli investitori asiatici e europei.
L'aria di recessione, il crollo del dollaro da 1,60 a una quotazione sotto 1,30, la peggiorata propensione delle banche a concedere prestiti e mutui a stranieri, provoca adesso un calo, secondo alcune stime, del 50% di acquirenti esteri. Neanche la discesa dei prezzi delle case contribuisce a migliorare la situazione. 
I progetti più prestigiosi a stelle e strisce continuano però a vedere protagonisti gli stranieri, specie sudcoreani e ricchi investitori arabi e russi. Aspettando che tutto si stabilizzi: la valuta, il mercato immobiliare e quello finanziario.
 
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<title>Carte di credito e acquisti all'estero: i criteri per il calcolo del cambio </title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=6 </link> 
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 Quando si effettua un acquisto in dollari americani o in sterline inglesi, possiamo constatare che l'addebito sulla carta di credito avviene comunque in euro al cambio calcolato dal sistema interbancario. Ciò significa che noteremo una leggerissima differenza tra l'importo in dollari o sterline dell'ordine e l'importo in dollari o sterline che verrà indicato sull'estratto conto della carta di credito.
Prendendo come esempio l'American Express, nelle condizioni contrattuali si dice espressamente che se l'operazione non è in dollari U.S.A., il cambio sarà comunque determinato tramite dollari U.S.A. In pratica, si effettua una prima conversione dell'addebito in dollari U.S.A. e, successivamente, si converte l'importo da dollari U.S.A. in Euro. 
Il sistema di tesoreria dell'American Express utilizza, per il calcolo della conversione, i tassi interbancari “selezionati dalla stessa American Express tra quelli forniti dalle principali fonti finanziarie il giorno lavorativo precedente alla contabilizzazione, aumentato da un'unica commissione di cambio pari al 2%”. 
L'operazione di acquisto potrà poi essere contabilizzata anche per in una data di addebito diversa da quella in cui è stata effettuata la spesa. I gestori delle carte di credito utilizzano dei criteri che sarebbe bene tenere presente. Da qui la necessità di controllare con attenzione quanto riportato dalla condizioni contrattuali, in riferimento al cambio.
Tiziana Piras
25-09-2009 
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<title>I nuovi ricchi acquistano le ricchezze americane</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=5 </link> 
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 Col dollaro debole è molto più facile per gli americani esportare. Esiste però il problema che anche i tesori d'arte americani vengono acquistati sempre più all'estero, dai nuovi ricchi come arabi, russi e cinesi. 
Grattacieli e pezzi di Wall Street finiscono in mani straniere, in quelle parti emergenti del mondo che hanno trovato giovamento dalla forza del petrolio e dal boom delle materie prime, dove certo non sanno cosa sia la recessione. Senza considerare che i russi sono collezionisti per tradizione, mentre i cinesi stanno cercando oggi di riacquistare all'asta tutti quei capolavori d'arte venduti all'estero secoli prima.
Non stupisce che i candidati alla Casa Bianca vogliano riportare gli Stati Uniti di nuovo al centro dell'economia mondiale, ridando forza al biglietto verde. La sfida è bloccare una rivoluzione che ha già cambiato il mondo e i suoi rapporti di forza.
 
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<title>Gli acquisti internazionali frenati dalla scarsa affidabilità del nostro sistema postale</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=3 </link> 
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 I venditori internazionali sembrano sempre più propensi a non spedire più in Italia. Su Ebay è sempre più frequente la dicitura &quot;no ship to italy&quot;. Leggendo gli interventi nel forum del più famoso sito di aste mondiali, la causa sembra essere sempre la stessa: in Italia i pacchi arrivano con grosso ritardo e spesso non arrivano. I venditori, per paura di non essere segnalati come inaffidabili, preferiscono escludere dall'asta gli utenti italiani.
Sotto accusa sono soprattutto i corrieri dell'azienda di Stato, i più utilizzati dai piccoli negozi di Ebay alla ricerca del risparmio, che hanno ormai fama di grande inefficienza, se non di corruzione. 
Basti pensare alle tonnellate di posta ritrovata recentemente nei sotterranei di un centro postale milanese. 
La soluzione sarebbe quella di proporre dei corrieri internazionali. Con tempi più certi, anche se ad un costo più caro. L'acquirente dovrebbe poi avere piena coscienza dei tempi delle spedizioni internazionali molto più lunghi (si pensi allo sdoganamento). 
Si comincia a capire che il grosso limite del nostro commercio elettronico, il cui fatturato è sei volte più basso di quello tedesco, è proprio l'efficienza delle spedizioni.
 
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<title>Opinioni sull'andamento del dollaro</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=2 </link> 
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 Le variabili sono davvero tante e le previsioni sono sempre azzardate. Gli operatori del settore comunque continuano a fornire delle opinioni tra loro contrastanti. 
Sostanzialmente si è d'accordo sull'andamento ciclico della divisa statunitense. E' stato osservato che il biglietto verde solitamente sale e scende per circa 7-10 anni: 1975 ai minimi, 1985 ai massimi, 1990 ai minimi, 2000 dollaro ai massimi e 2008 ai minimi. Dal suo picco massimo raggiunto nel 2002 fino a ottobre 2007 il dollaro è sceso, in termini reali, del 25%. Non solo, ricalcolando storicamente il cambio euro-dollaro, questo si è mosso tra lo 0,58 e 1,59.
Questo ragionamento potrebbe essere confermato dal fatto che nonostante i bassi rendimenti dei bonds, il dollaro non sta affondando. Forse dopo aver raschiato il barile, si sta invertendo la tendenza.
Secondo questa opinione il dollaro è perciò sottovalutato, anche a causa del forte rallentamento economico USA e dell'aumento del disavanzo commerciale con Paesi tipo la Cina. Quando si inizierà a spendere meno per le importazioni e per gli armamenti, il dollaro sicuramente si apprezzerà.

La visione rialzista del dollaro arriva soprattutto dalle opinioni di molti traders, sulla base dei grafici del mercato che hanno visto la nostra divisa superare con decisione quota 1,50. L'euro, dopo un breve consolidamento al cambio attuale, continuerà la sua corsa rialzista, probabilmente fino a fine anno, sfondando nuovi massimi. 
Il pessimismo non finisce qua e non si basa soltanto sull'analisi tecnica. Il dollaro potrebbe non rivestire più la fondamentale funzione storica fin qui rivestita. Anche i paesi arabi ci stanno riflettendo. L'euro sostituirà il dollaro, anche se ci vorrà ancora del tempo. 
 
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<title>Acquisti all'estero: le occasioni in dollari!</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=1 </link> 
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 Fare acquisti all'estero non è mai stato così conveniente per gli italiani.
Non solo gli investitori vanno alla ricerca del business, ma anche noi consumatori finali possiamo andare alla ricerca di occasioni in dollari.
Certo che, con la moneta unica che resiste sopre la soglia di 1,40 dollari, vendere all'estero continua a essere proibitivo (specie per la moda o gli alimentari che vendono il made in Italy). 
Acquistare fuori dei nostri confini può invece diventare un buon modo per tenere bassa l'inflazione che da noi si va facendo sempre più minacciosa. 
I consigli sono semplici. Occorre conoscere la lingua del venditore, controllare se sono previste spedizioni in Italia e informarsi attentamente sulle spese (solitamente conviene mettere l'oggetto da acquistare nel carrello e controllare il costo per spedizione in Italia). Per avere un'idea di imposte doganali e IVA da pagare, aggiungete al valore dell'ordine circa un 30%. 
Tom Shopper vi propone aziende per lo più americane con assodata affidabilità e serietà, di cui potete avere tante informazioni e fare un confronto dei prezzi o servizi proposti. Ora tocca a voi cercare l'occasione giusta!
 
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