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<title>Blog acquistare all'estero online di TomShopper.com </title> 

<link>http://www.tomshopper.com/weblog/</link> 

<description>Il blog di TomShopper.com per chi vuole acquistare all'estero</description> 
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<title>I nuovi ricchi acquistano le ricchezze americane</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=5 </link> 
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 Col dollaro debole è molto più facile per gli americani esportare. Esiste però il problema che anche i tesori d'arte americani vengono acquistati sempre più all'estero, dai nuovi ricchi come arabi, russi e cinesi. 
Grattacieli e pezzi di Wall Street finiscono in mani straniere, in quelle parti emergenti del mondo che hanno trovato giovamento dalla forza del petrolio e dal boom delle materie prime, dove certo non sanno cosa sia la recessione. Senza considerare che i russi sono collezionisti per tradizione, mentre i cinesi stanno cercando oggi di riacquistare all'asta tutti quei capolavori d'arte venduti all'estero secoli prima.
Non stupisce che i candidati alla Casa Bianca vogliano riportare gli Stati Uniti di nuovo al centro dell'economia mondiale, ridando forza al biglietto verde. La sfida è bloccare una rivoluzione che ha già cambiato il mondo e i suoi rapporti di forza.
Roberto Dessy
12-09-2009 
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<title>Gli acquisti internazionali frenati dalla scarsa affidabilità del nostro sistema postale</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=3 </link> 
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 I venditori internazionali sembrano sempre più propensi a non spedire più in Italia. Su Ebay è sempre più frequente la dicitura &quot;no ship to italy&quot;. Leggendo gli interventi nel forum del più famoso sito di aste mondiali, la causa sembra essere sempre la stessa: in Italia i pacchi arrivano con grosso ritardo e spesso non arrivano. I venditori, per paura di non essere segnalati come inaffidabili, preferiscono escludere dall'asta gli utenti italiani.
Sotto accusa sono soprattutto i corrieri dell'azienda di Stato, i più utilizzati dai piccoli negozi di Ebay alla ricerca del risparmio, che hanno ormai fama di grande inefficienza, se non di corruzione. 
Basti pensare alle tonnellate di posta ritrovata recentemente nei sotterranei di un centro postale milanese. 
La soluzione sarebbe quella di proporre dei corrieri internazionali. Con tempi più certi, anche se ad un costo più caro. L'acquirente dovrebbe poi avere piena coscienza dei tempi delle spedizioni internazionali molto più lunghi (si pensi allo sdoganamento). 
Si comincia a capire che il grosso limite del nostro commercio elettronico, il cui fatturato è sei volte più basso di quello tedesco, è proprio l'efficienza delle spedizioni.
Roberto Dessy
19-06-2008 
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<title>Opinioni sull'andamento del dollaro</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=2 </link> 
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 Le variabili sono davvero tante e le previsioni sono sempre azzardate. Gli operatori del settore comunque continuano a fornire delle opinioni tra loro contrastanti. 
Sostanzialmente si è d'accordo sull'andamento ciclico della divisa statunitense. E' stato osservato che il biglietto verde solitamente sale e scende per circa 7-10 anni: 1975 ai minimi, 1985 ai massimi, 1990 ai minimi, 2000 dollaro ai massimi e 2008 ai minimi. Dal suo picco massimo raggiunto nel 2002 fino a ottobre 2007 il dollaro è sceso, in termini reali, del 25%. Non solo, ricalcolando storicamente il cambio euro-dollaro, questo si è mosso tra lo 0,58 e 1,59.
Questo ragionamento potrebbe essere confermato dal fatto che nonostante i bassi rendimenti dei bonds, il dollaro non sta affondando. Forse dopo aver raschiato il barile, si sta invertendo la tendenza.
Secondo questa opinione il dollaro è perciò sottovalutato, anche a causa del forte rallentamento economico USA e dell'aumento del disavanzo commerciale con Paesi tipo la Cina. Quando si inizierà a spendere meno per le importazioni e per gli armamenti, il dollaro sicuramente si apprezzerà.

La visione rialzista del dollaro arriva soprattutto dalle opinioni di molti traders, sulla base dei grafici del mercato che hanno visto la nostra divisa superare con decisione quota 1,50. L'euro, dopo un breve consolidamento al cambio attuale, continuerà la sua corsa rialzista, probabilmente fino a fine anno, sfondando nuovi massimi. 
Il pessimismo non finisce qua e non si basa soltanto sull'analisi tecnica. Il dollaro potrebbe non rivestire più la fondamentale funzione storica fin qui rivestita. Anche i paesi arabi ci stanno riflettendo. L'euro sostituirà il dollaro, anche se ci vorrà ancora del tempo. 
Roberto Dessy
16-06-2008 
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<title>Acquisti all'estero: le occasioni in dollari!</title> 
 <link>http://www.tomshopper.com/weblog/post.php?bid=1 </link> 
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 Fare acquisti all'estero non è mai stato così conveniente per gli italiani.
Non solo gli investitori vanno alla ricerca del business, ma anche noi consumatori finali possiamo andare alla ricerca di occasioni in dollari.
Certo che, con la moneta unica che resiste sopre la soglia di 1,40 dollari, vendere all'estero continua a essere proibitivo (specie per la moda o gli alimentari che vendono il made in Italy). 
Acquistare fuori dei nostri confini può invece diventare un buon modo per tenere bassa l'inflazione che da noi si va facendo sempre più minacciosa. 
I consigli sono semplici. Occorre conoscere la lingua del venditore, controllare se sono previste spedizioni in Italia e informarsi attentamente sulle spese (solitamente conviene mettere l'oggetto da acquistare nel carrello e controllare il costo per spedizione in Italia). Per avere un'idea di imposte doganali e IVA da pagare, aggiungete al valore dell'ordine circa un 30%. 
Tom Shopper vi propone aziende per lo più americane con assodata affidabilità e serietà, di cui potete avere tante informazioni e fare un confronto dei prezzi o servizi proposti. Ora tocca a voi cercare l'occasione giusta!
Redazione  
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